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42 Storia della Letteratura Italiana.

vuolsi, che osservasse il primo l’Espero e il Fosforo, ossia la Stella della sera e del mattino, altro non essere che il Pianeta Venere. Anche il sistema Neutoniano della formazion de’ colori vuolsi da Mr. Dutens, che nella Scuola di Pittagora avesse il suo cominciamento1. Vero è nondimeno, che molte di tali opinioni credesi da alcuni, che fosser prima da Talete e da altri Filosofi dell’Ionia sostenute. Ma non puossi almeno negare il vanto a Pittagora di averle e fatte più celebri e più chiaramente spiegate2.

VII.

Tra esse vedesi anche adombrato il Sistema Copernicano.

Il sistema Copernicano stesso videsi fin d’allora nella Scuola di Pittagora sorgere, per così dire, da’ fondamenti. Che la Terra s’aggirasse intorno al Sole; che questo locato fosse nel centro del Mondo, e perfino che i Pianeti tutti avessero i loro abitatori, fu opinione o di Pittagora stesso o de’ suoi Discepoli3. Del movimento della Terra intorno al Sole Cicerone appoggiato all’autorità di Teofrasto fa scopritore Iceta Siracusa-

  1. T. I pag. 181.
  2. E qui ed altrove io ho affermato, che Pittagora ed altri antichi Filosofi hanno gittati i primi semi della buona Filosofia, e che molte sentenze, che ora da’ più famosi Astronomi e Fisici son ricevute, ebbero fra essi la prima origine, e ho a tal proposito citato con lode il libro di M. Dutens, intitolato Récherches sur le decouvertes attribuées aux Modernes &c., in cui egli questo punto medesimo ha preso ad esaminare con assai diligenza. Ma contro questo Scrittore si è levato recentemente M. Saverien, e nella Prefazione al primo Tomo delle sue Vite degli antichi Filosofi ha asserito, che chi è di tal sentimento scrive a caso, e senza cognizione di causa: ch’ei debb’esser uomo assai poco versato nella Metafisica, e del tutto nuovo in Geometria, e nell’Astronomia e nella Fisica assai male istruito. Ecco dunque due Scrittori di ben diverso parere. A chi di essi darem noi fede? Chi vuol operar saggiamente, non dee arrendersi alla semplice asserzione nè dell’uno nè dell’altro; dee esaminare le opere degli antichi Filosofi, i lor detti, le lor sentenze, confrontarle con quelle de’ moderni Filosofi, e decidere, chi de’ suddetti autori abbia colto nel vero. Ma anche senza intraprendere un sì faticoso esame, la diversa maniera, con cui questi due Scrittori procedono nell’esporre il lor sentimento, parmi che possa essere bastevole fondamento per dare all’un sopra l’altro la preferenza. M. Dutens riporta fedelmente i detti degli Antichi su ciascheduna delle quistione, e colle lor parole alla mano mostra, ch’essi in molte cose hanno scoperto, o almeno adombrato il vero prima de’ moderni. M. Saverien avrebbe dovuto chiamare all’esame tai passi, e mostrare ch’essi non provano abbastanza ciò, che vorrebbe M. Dutens. Ma egli non si cura di ciò; e vuole, che gli crediamo senz’altro, che M. Dutens si è ingannato. Noi il pregherem dunque a darcene prima le pruove, poichè finora ci pare, che il suo avversario sia stato più felice di lui nel sostenere la sua proposizione.
  3. V. Bruck. & Montuc. loc. cit. & Dutens t. I p. 171, 195, 220.