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libro quarto 301

bardia1. Mi penso che forse il chiamassero ad inaugurare la nuova città colla sua presenza, e con questa avvalorare i negozî della Lega.

Divisa Alessandria in tre quartieri, che presero il nome di Gamondo, di Marengo, di Roveredo, e messa sotto la protezione del B. Pietro2, i suoi Consoli mossero per Benevento, ove stanziava Alessandro. Offerirono a lui e suoi successori la loro città, ponendola in perpetuo sotto la papale dominazione, obbligandosi ad un annuo censo o tributo verso la R. Chiesa3. Alessandro decorò quella città nell’anno 1175 della sede vescovile, e dichiarò cattedrale con molti privilegî la sua chiesa intitolata a S. Pietro4.

Intanto Obizzo Marchese Malaspina molestato dai Collegati nella sua Lunigiana, e non gli avanzando speranza d’imperiali soccorsi, spontaneamente si piegò alla Lega, in cui entrò colle città d’Asti, Vercelli, Novara, Como, le quali disertando la parte imperiale, assai slombarono il Marchese di Monferrato. Bramavasi da tutti che si accostasse alla bella federazione lombarda la Repubblica genovese; ma Genova si peritava per que’ maledetti negozî di Sardegna; temeva scoprirsi nemica al Tedesco. Tuttavolta nel rapido rialzarsi della fortuna Lombarda, vedendo l’opportunità degli aiuti che le potevano venire dalle Repubbliche, a queste si mostrava inchinare. Alla edificazione di Alessandria concorsero i Genovesi col danaio5, ma schivarono la Lega, avvegnachè

  1. Ep. S. Thom. Cantuar. 66. Adhuc autem incertum est, an dominus Papa Lombardorum velit audire preces, se transferendo ad illos; creditur tamen.
  2. Card. Arag. Vita Alex. III p. 460. La scrittura di questa oblazione, che reca i nomi dei due Consoli Alessandrini Nafisco Blanco, e Guglielmo da Bergamonte, leggesi nel registro Vaticano di Papa Innocenzo III lib. 9. La pubblicò Ferdinando Ughelli Italia sacra Tom. IV col. 312.
  3. Ghilini Annal. di Alessandria.
  4. Ughelli. Ital. Sacr. ib.
  5. Trist. Calchi p. 272.