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presentassero al Barbarossa, e come questi superbamente li accogliesse — Vengono cacciati della città, che è inabissata dal Tedesco — Vi entra il Barbarossa, e va a celebrare il trionfo in Pavia — Fine delle Repubbliche Lombarde — Come trattasse Genova Federigo — Egli scapestra i Podestà su le città vinte — Che cosa facesse del popolo il Podestà di Milano — Famose tirannidi de’ Podestà — Papa Alessandro ripara in Francia — Astuzie di Federigo sventate — Arrigo II d’Inghilterra e Luigi VIII di Francia si stringono ad Alessandro — Un nuovo Podestà sopra Milano — Ipocrisie di Federigo — Vende Tortona ai Pavesi — I Milanesi gli chieggono giustizia, e li fa smungere peggio — Muore l’Antipapa, e prolunga la scisma — Marquardo di Cumbrach Podestà de’ Milanesi — Come imperversasse coi colleghi — I Lombardi incominciano a riscuotersi — Condizioni politiche di Venezia — Questa ordisce una lega di città contro il Tedesco — Federigo tenta soffogarla, e fallisce nell’intento — I Podestà si avventano ai Santi — Sollevamento de’ Bolognesi, che ammazzano il Podestà, e de’ Piacentini — Indugi di Federigo in Germania — Alessandro muove per Roma — Come lo festeggiassero Guglielmo di Sicilia in Messina, ed i Romani — Buoni effetti che si derivano ai Lombardi dal suo ritorno — Concilio di Wurtzbourg — Terza venuta di Federigo — I Milanesi gli chieggono giustizia, e non la ottengono — Politica del Barbarossa verso Genova e Pisa — Va a minacciar Roma — Alessandro si sforza invano a contenere i Romani — Pratiche di amicizia tra il Papa ed il Greco Imperadore — Federigo tenta romperle — Batte i Romani a Frascati, ed assedia Roma — Assale Rocca S. Angelo, ed ottiene la Basilica Vaticana — Alessandro ripara nel Colosseo, ed abbandona Roma — Come i Cieli sfacessero l’oste tedesca per una terribile morìa.


La resa e la distruzione di Crema levò in grande superbia l’animo di Federigo, il quale come se quella cittaduzza fosse stata tutta l’Italia, spedì lettere per l’Imperio recatrici di cotanta vittoria1. Andò in Pavia con l’esercito a celebrarla con isplendido trionfo; e con pubbliche supplicazioni ne riferì grazie a Dio2. Ma non era solo la inabbissata Crema che gli rallegrava gli spiriti, bensì anche le cose che a quei dì succedevano in Roma; le quali gli davano quasi a palpare come veri i sogni della smisurata sua ambizione. La morte di Adriano lo aveva liberato dal terrore di ve-

  1. Rad. l. 2. c. 53.
  2. Id. c. 52