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libro i. capo xvii. 31

Lamissione, del quale abbiamo detto di sopra1: Costui bollente di età giovanile, e bramoso di guerra, null’altro agognando che di vendicare la morte di Agilmondo, rivolse, le armi contro dei Bulgari. Appena si comincia ad attaccar la battaglia, i Langobardi voltan le spalle, ed ai loro accampamenti riparano. Ciò vedendo il re Lamissione, alzata quanto più poteva la voce, cominciò a gridare a tutto l’esercito, che tutti rammentassero i patiti obbrobrj, richiamassero dinanzi agli occhi la ricevuta vergogna, come gl’inimici aveano scannato il re loro, e quanto indegnamente, aveano tradotta schiava la sua figliuola che bramavano d’aver

    verso la fine del settimo secolo successero agli Avari, e si suddivisero poi in Croati, Schiavoni, Moravi, Wallachi, Bosniani ec.

  1. Sembrerebbe che i Longobardi creando re Lamissione avessero deviato dalla massima di scegliere i più nobili. Ma convien ricordarsi, che il re Agilmondo avea fatto allevare ed avea adottato per suo Lamissione. Agilmondo non avea altri che una figlia, la quale era stata già fatta schiava, e che i Longobardi erano disposti ad eleggere per loro regina. Onde eleggendo Lamissione, i Longobardi intesero di far omaggio al re morto. L’Eineccio conferma questa osservazione dietro l’esame di parecchi luoghi di Tacito colle seguenti parole: Sua enim interesse credebant Germani, parentum merita vel in filiis etiam honorari (ibid. I. 1. paragr. 17-24).