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308 CAPO XVI.

questi luoghi si rappresentano gl’Iapigi nelle nostre istorie, genti barbare, le quali occupavano anche i terreni sul golfo di Taranto sin oltre il fiume Bradano e Metaponto1: e se fosse certo quel che narrava Eforo2, aver gl’Iapigi tenuto innanzi agli Achei il luogo dov’era Crotone, si potrebbe credere, che più anticamente possedessero anche una parte dell’Enotria. In ogni modo però si può giustamente dar fede al racconto, che allora quando Falanto pose la sua colonia di Laconi ne’ pingui campi dell’Iapigia, n’espulse di colà i vecchi abitatori, dandovi così principio a Taranto3, circa quarantacinque anni prima della fondazione di Roma4. Bene Strabone5 distingue in queste parti gl’incoli barbari, o sia gl’Iapigi propriamente detti, dai Cretesi: e se pure costoro, gente avventizia, abitarono Iapigia, o il numero scemò grandemente per la narrata, benchè poco credibile migrazione in Macedonia de’ Bottiei6, o piccoli avanzi rimanean di loro a’ tempi storici nella Messapia.

Che Iapigia, Daunia, Peucezia e Messapia, traessero il loro nome da altrettanti Licaonidi, ed i suoi popo-

  1. Scylax p. 10.; Strabo vi. p. 191.
  2. Ap. Strabo vi. p. 181.
  3. Ephor. ap. Strab. vi. p. 192.; Aristot. de Rep. v. 7, Diodor. in excerpt. Vat. t. ii. 12. p. ii.; Justin. iii. 4. expugnatis veteribus incolis, sedes ibi constituunt.
  4. Ol. xviii. 2. a. c. 708. Euseb. Chronic. p. 119.
  5. vi. p. 192.
  6. Strabo vi. p. 192. 195.; Plutarch. Thes. et Quaest. Graec. 35.; Conon. Nar. 20.