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CAPO XII.


Vestini, Marrucini, Peligni e Marsi.


Nella regione più centrale e la più elevata degli Appennini, o sia nelle due provincie modernamente chiamate Abruzzo superiore ed inferiore, abitavano insieme Vestini, Marrucini, Peligni e Marsi. Surge quivi sopra d’un’alta giogaia monte Corno, cognominato il gran Sasso d’Italia, il cui estremo vertice formato da piccol piano inclinato s’innalza 9577 piedi sopra il livello del mare1: gli stanno attorno i monti Sibilla, Vellino e Majella, le maggiori altezze dell’Appennino dopo il gran Sasso, dalle cui cime veggonsi ugualmente i due mari che bagnano Italia, e le sponde della Dalmazia. Sommità gelate2, balze alpestri, inaccessibili rocce, scoscese dirupi, orride voragini3, aspre selve e torrenti impetuosi, son quivi presso che da

  1. Secondo le osserv. barometriche fatte da Orazio Delfico nel 1796: altri ha trovato 8934 piedi. Vedi Zach, corresp. astronom. p. 357. an. 1819. Il recente autore d’un sistema alpino fondamentale segna 2902 metri di altezza. Bruguiere, Orographie de l’Europe p. 266 Paris 1830.
  2. Benchè la vetta dei monti soprammentovati oltrepassi la linea delle nevi permanenti nelle Alpi, ed anche nei Pirenei, pure, quivi in Italia, sotto il 42° grado di latitudine, tale altezza non basta a mantenervi le nevi oltre il mese di Aprile.
  3. Inferno di S. Colomba chiamasi dai paesani la più vasta e profonda.