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Speravo che Van Helsing raccomandasse al nostro amico di diffidare di sua moglie. Gli feci segno con la coda dell’occhio. Ma per tutta risposta egli si mise un dito sulle labbra.


Giornale di Jonathan Harker.


5 ottobre. Pomeriggio.

Le decisioni di stamane mi danno da pensare. Perchè Mina non volle assistere al nostro Consiglio?

Perchè gli altri non protestarono?

Salii nella stanza di Mina; dormiva come una bimba. La sera cadeva. Ella aperse a un tratto gli occhi e mi guardò con tenerezza.

— Jonathan — mi ha detto — promettetemi su quanto avete di più sacro d’accordarmi ciò che vi chiederò.

— Certo, se è in poter mio.

— Sì, e vedrete che il dottor Van Helsing mi sarà riconoscente d’avervelo chiesto.

— Che cosa? — feci io meravigliato.

— Promettetemi di non informarmi circa i piani di campagna formati da voi contro il Conte. Fa duopo che io non li sospetti neppure.

— Lo prometto — dissi col cuore stretto come se una porta si chiudesse fra noi due.


6 ottobre, mattina.

Nuova sorpresa. Stamane allo svegliarsi, Mina mi ha supplicato d’andare a cercare il dottor Helsing, come ieri. Le ho obbedito.

Egli è venuto.