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mo una giornata di festa solenne per venirti a trovare e tu ci domandi perchè siamo qui!

Noris si strinse nelle spalle e s’inchino.

— Io vi ringrazio. E sono commosso. Davvero sono commosso per tanta, cortesia. Mi spiace soltanto di non potervi offrire un’ospitalità degna: sopratutto per le signore mi dispiace.

— Oh, noi siamo in confidenza! — esclamò Ughetta.

Noris aveva fermato adesso lo sguardo sopra la Fabbri con aria interrogatrice.

Allora, Paolo Adelio presentò:

— La signorina Minerva Fabbri, altrimenti detta Pallade Atena.

— Da voi, — interruppe la ragazza.

Ettore s’era inchinato a mezzo non sapendo ancora raccapezzarsi di fronte a quella bizzarra presentazione alla rovescia. Ma Adelio proseguiva già:

— Tu, non è il caso di presentarti. La signorina ti conosce e sa che è tua ospite. Bisogna anzi che ti spieghi, — continuò mentre, intorno, gli altri, si accomodavano con libertà dietro l’invito di Noris: Rolla, sopra una pelle di tigre, ai piedi della Marinka che aveva occupato unica poltrona; Ughetta alle spalle di Folco Ardenza che adesso ella andava stuzzicando per far pace; Cino Coralli cavalcioni su uno sgabello in faccia a Minerva Fabbri che neppur si accorgeva di lui, intenta a Noris che ascoltava Adelio dirgli: — la spedizione di stamattina, è stata organizzata in onore della signorina che desiderava conoscerti.

— Per la ragione speciale — fu pronta a soggiungere la Fabbri — che anch’io voglio diventare aviatrice.

— Ah!

Stavolta, Noris guardò la fanciulla più attentamente, interessato da quella sua risoluzione.

— Già, — tornò a dire Paolo Adelio, — vuol farsi aviatrice la signorina.

— Ha già volato?