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una volta troppo ristrettamente condizionato per l’esigenza che vi si spiega del dato esclusivamente numerico. Come già dissi, esso è quello di un’intera scuola. Alla soverchia larghezza può supplirsi col distinguere una statistica sociale, o civile, se meglio piace dire, di cui la statistica morale non sarebbe essa medesima che un capo particolare: — statistica in senso proprio, conforme alla genesi ed etimologia storica della scienza (da stato, società civile, non però soltanto ordinamento politico; anzichè da stato, condizione attuale di cose); senza impedire in assoluto che altri parli a sua posta di statistica in più larga significazione; e quanto alla condizione del dato numerico, non vuolsi per lo meno disconoscere in via di fatto ch’egli è in questo senso che si pronunzia ora maggiormente, non dirò tanto l’opinione, quanto ancor più l’opera dei cultori della scienza.1

Neologismo un po’ singolare parrà forse quel nome di analitica, e analitica morale. — Un tempo avrebbesi detto

  1. È notevole che Quetelet, al quale per certo si addice il primo posto fra gli statistici matematici, è però lungi dall’assumere un concetto della statistica che sia esclusivamente matematico. Egli propone il dato numerico dappertutto dove è possibile, senza escludere in assoluto il dato puramente descrittivo. — Fra noi sostenne il punto di vista matematico principalmente il Racciopi. In Germania il Knies propose due scienze: matematica l’una, la statistica, storica l’altra, la Descrizione degli Stati (Staatenkunde); idea combattuta, fra altri, dal Jonak. — Più generalmente, Italia e Germania mostrano prediligere il più ampio concetto storico; Francia, Belgio, Svizzera, Inghilterra, il più preciso, matematico. Alla fine, come in tutte le scienze che hanno vero rigoglio di vita, la controversia sarà decisa dai fatti, vale a dire dal merito comparativo dei risultati. — Ai congressi di statistica la questione teorica fu riservata e messa in disparte, ma si convenne di esigere nei documenti uffiziali soltanto dati numerici, colle necessarie indicazioni per bene comprenderli e valutarli; e ciò pure come una guarentigia d’imparzialità. Nel che conveniva appieno anche il Quetelet.