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XCI Egli vince ognuno di valore: ella vince lui nella fede e nel dolore Novo e raro miracol di natura, ma non novo né raro a quel signore, che ’l mondo tutto va chiamando Amore, che ’l tutto adopra fuor d’ogni misura: il valor, che degli altri il pregio fura, del mio signor, che vince ogni valore, è vinto, lassa, sol dal mio dolore, dolor, a petto a cui null’altro dura. Quant’ei tutt’altri cavalieri eccede in esser bello, nobile ed ardito, tanto è vinto da me, da la mia fede. Miracol fuor d’amor mai non udito! Dolor, che chi noi prova non lo crede! Lassa, ch’io sola vinco l’infinito!

XCII

S’egli non torna, ella, nell’incertezza, vuol morire.

     Quasi quercia di monte urtata e scossa
da ogni lato e da contrari venti,
che, sendo or questi or quelli piú possenti,
per cader mille volte e mille è mossa,
     la vita mia, questa mia frale possa,
combattuta or da speme or da tormenti,
non sa, lontani i chiari lumi ardenti,
in qual parte piegar omai si possa.
     Or m’affidan le carte del mio bene,
or mi disperan poi l’altrui parole;
ei mi dice: — Io pur vengo; — altri: — Non viene. —
     Sia morte meco almen, piú che non suole,
pietosa a trarmi fuor di tante pene,
se non debbo veder tosto il mio sole.