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XIV

Giovane e sola, fu vinta da Amore, al primo assalto.

     Che meraviglia fu, s’al primo assalto,
giovane e sola, io restai presa al varco,
stando Amor quindi con gli strali e l’arco,
e ferendo per mezzo, or basso or alto,
     indi ’l signor, che ’n rime orno ed essalto
quanto più posso, e ’l mio dir resta parco,
con due occhi, anzi strai, che spesso incarco
han fatto al sole, e con un cor di smalto?
     ed essendo da lato anche imboscate,
sí ch’a modo nessun fess’io difesa,
alta virtute e chiara nobiltate?
     Da tanti e ta’ nemici restai presa;
né mi duol, pur che l’alma mia beltate,
or che m’ha vinta, non faccia altra impresa.


XV

Cantino tutti i poeti le lodi dell’uomo da lei amato.

     Voi, che cercando ornar d’alloro il crine
per via di stile, al bel monte poggiate
con quante si fe’ mai salde pedate,
anime sagge, dotte e pellegrine,
     in questo mar, che non ha fondo o fine,
le larghe vele innanzi a me spiegate,
e gli onori e le grazie ad un cantate
del mio signor sí rare e sí divine:
     perché soggetto sí sublime e solo,
senz’altra aita di felice ingegno,
può per se stesso al cielo alzarci a volo.
     Io per me sola a dimostrar ne vegno
quanto l’amo ad ognun, quanto lo còlo;
ma de le lode sue non giungo al segno.