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     — Elle hanno a schivo che di lor vittoria
abbia io, stando con lor, parte di gloria,
perché d’istoria è men degno colui
ch’è con altrui.
     — Dunque senza speranza e senza aita,
poi ch’è la deitade tua finita,
sarà mia vita il tempo che m’avanza
in disianza?
     — Così fia, lasso: ed io la face e l’arco
e le saette mie gitto ad un varco,
poi che son scarco, mercé di quel lume,
d’ogni mio nume.
     — Piangiamo insieme, l’un la deitate,
l’altro la sua perduta libertate,
senza pietate di colei, che sola
tutto n’invola.
     — Io volo al cielo. — Io resto fra quest’onde.
— Io Giove. — Io chiamerò chi non risponde.
Aure seconde, fate al mondo chiara
cosa sì rara.