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X

Troppo alto soggetto egli è per le rime di lei.

     Alto colle, gradito e grazioso,
novo Parnaso mio, novo Elicona,
ove poggiando attendo la corona,
de le fatiche mie dolce riposo;
     quanto sei qui tra noi chiaro e famoso,
e quanto sei a Rodano e a Garona,
a dir in rime alto disio mi sprona,
ma l’opra è tal, che cominciar non oso.
     Anzi quanto averrá che mai ne canti,
fia pura ombra del ver, perciò che ’l vero
va di lungo il mio stil e l’altrui innanti.
     Le tue frondi e ’l tuo giogo verdi e ’ntero
conservi ’l cielo, albergo degli amanti,
colle gentil, dignissimo d’impero.


XI

Lodi alla famiglia dell’uomo amato.

     Arbor felice, aventuroso e chiaro,
onde i duo rami sono al mondo nati,
che vanno in alto, e son giá tanto alzati,
quanto raro altri rami unqua s’alzâro;
     rami che vanno ai grandi Scipi a paro,
o s’altri fûr di lor mai piú lodati
(ben lo sanno i miei occhi fortunati,
che per bearsi in un d’essi mirâro),
     a te, tronco, a voi, rami, sempre il cielo
piova rugiada, sí che non v’offenda
per avversa stagion caldo, né gelo.
     La chioma vostra e l’ombra s’apra e stenda
verde per tutto; e d’onorato zelo
odor, fior, frutti a tutt’Italia renda.