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CCLI

A personaggio illustre per doti eccelse.

     Mentre, chiaro signor, per voi s’attende
a poggiar nel camin ch’al ciel vi mena
per via di lingue e di scienzie e vena,
che ’l vostro nome in tutto il mondo stende,
     io, donna e vil, cui desir egual prende,
e l’acque di Castalia ho viste a pena,
vorrei venirvi dietro, e non ho lena,
ché la bassezza mia tant’opra offende.
     Però mi resto, e di lontan sospiro
i nobil frutti de l’ingegno vostro,
che con tant’altri già tant’anni ammiro.
     Quei son la vera porpora e ’l ver’ostro,
gli archi e le statue, se ben dritto miro,
che rendon chiaro e caro il secol nostro.


CCLII

Ad un Venier, forse Domenico.

     Se voi non foste a maggior cose vólto,
onde ’l vostro splendor, Venier, sormonte,
avendo sí gran stil, rime sí pronte,
e de’ lacci d’Amore essendo sciolto,
     vi pregherei che ’l valor e ’l bel volto
e l’altre grazie del mio chiaro conte
a la futura età faceste cónte,
poi che ’l poterlo fare a me è tolto;
     e faceste ancor cónto il foco mio
e la mia fede oltra ogni fede ardente,
degna d’eterna vita, e non d’oblio.
     Ma, poi degno rispetto nol consente,
vedrò, tal qual io sono, adombrarn’o
una minima parte solamente.