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i - rime d'amore 135


     Voi, se zelo d’Amor pur poco punge,
cavalier onorati, se si trova
alcun, cui Marte dal suo ben disgiunge,
     dimostrate in altrui la vostra prova,
perdonate cortesi al signor mio,
in cui morir e viver sol mi giova.
     L’aspetto suo devria sol far restio
l’émpito d’ogni cruda ed empia mano,
senza che lo chiedessi umilment’io;
     la qual con quanto posso affetto umano
con quanta posso estrema cortesia
(e giunga il prego mio presso e lontano)
     prego ch’ardito alcun di voi non sia
d’offender pur un poco un signor tale,
e turbar seco ancor la vita mia.
     E voi, conte, voi, animo reale,
provato e riprovato in ogni impresa,
deh, se di me pur poco ancor vi cale,
     quando sarà l’aspra battaglia accesa,
andate cauto, ed abbiate rispetto
a me, tutta per voi dubbia e sospesa.
     E pensate che sia nel vostro petto
l’anima mia con la vostr’alma unita,
quasi in suo proprio e suo alto ricetto.
     E sí come pensaste a la partita,
pensate, conte, omai anco al ritorno,
se voi cercate di tenermi in vita;
     ch’io vi vo richiamando notte e giorno.