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Avrebbe dovuto studiare medicina giacchè amava le scienze. Lo avrei preso in casa... l’Università è qui... Ma non c’è serietà. Mancava alla collezione dei pazzi Valmeroni il pazzo scientifico: il tuo Riccardo sarà quello.

— Perchè dice il «tuo Riccardo?» Mio come suo: un parente.

— Nient’altro?

— Nicnt’altro. Non basta?

— Se io fossi nella sua pelle non mi basterebbe.

— Riccardo è molto più serio di te — affermò la signora Ersilia ridendo.

— Anche suo padre è serio, troppo serio... E suo nonno? Lo chiamavano Tantum ergo. E che per ciò? Pazzi da legare.

— Via finiscila!

Con queste parole la signora Ersilia si attaccò al braccio di Maria, e si mise a parlarle fitto fitto del carnevale, delle feste, cercando di farla discorrere per sapere se l’Eugenia e sua madre erano state a ballare.

L’Antonietta rimase indietro con l’avvocato. Solo con lei, egli cambiò subito discorso. Anche l’espressione del suo volto sembrò trasformarsi. Parlò della vicina primavera che già si annunziava nei campi verdi, nell’aria tepente. Disse che i vecchi amano la primavera perchè hanno l’illusione di sentirsi ringiovanire. Egli invece non si faceva alcuna stolta illusione; il ritorno