Pagina:Speraz - Signorine povere.djvu/58


— 60 —


IV.

Leonardo Valmeroni era nato sognatore come un artista, come un poeta. La sua anima ardente e mistica era dominata dall’arte che egli adorava; pur troppo gli mancavano le facoltà necessarie a produrre l’arte: la forza creatrice e le attitudini geniali. Ma la sua passione, nutrita da una certa facilità superficiale, l’aveva illuso e poteva illuderlo ancora.

Egli era di quelli che riescono a prima vista in tutte le arti, e a prima vista ingannano se stessi e gli altri. Ma il disinganno è rapido e irreparabile. Il loro cervello è come certe bevande gasose, tutta spuma, e quando la spuma è esaurita rimane un’acquetta insipida.

Le tendenze artistiche gli venivano da suo padre, Orlando, figlio della signora Olimpia e del capitano Riccardo morto nella campagna di Russia.

La madre, una giovane veneziana, morta nel darlo alla luce, gli aveva trasmesso la sua ineffabile tenerezza e il dolce misticismo.

Orlando, peraltro, non aveva mai pensato a diventare artista.