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stato felice di dedicarvisi, se i bisogni della famiglia non l’avessero obbligato a guadagnarsi la vita, passando quasi tutta la giornata a far conti, a scrivere lettere commerciali e altre cose noiose.

Un silenzio quasi assoluto invase la casa. La signora Valmeroni con la sua Eugenia e Zoe Bergamini preparavano i loro costumi per il veglione, parlando sottovoce, movendosi con precauzione. Gli Ermondi erano andati a un ballo di società; Angelica si svagava con la Giuditta; la vecchia serva sonnecchiava in cucina e dormivano i piccoli il placido sonno dell’infanzia.

Solo con i suoi quadri, Leonardo dimenticava in quella dolce contemplazione e nei ricordi di un tempo per lui meno grave, le difficoltà del presente e le minaccie dell’avvenire.