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gazzi. Riccardo, che era stato allo studio tutto il giorno — egli era provvisoriamente impiegato presso un negoziante in legnami da costruzione — uscì per andare al caffè a leggere i giornali.

Leonardo invece salì al secondo piano per dare una spolverata alle cornici dei quadri e mettere un po’ d’ordine fra le vecchie terraglie, gli specchi barocchi, gli strumenti musicali più o meno antichi, più o meno esotici, i piccoli idoli, i vasi cristiani ed altri gingilli nei quali suo padre aveva sciupato tanto denaro.

Le donne restarono sole.

— Che cosa fai tu, Maria, stasera? — domandò Eugenia.

— Ho ancora dei compiti da correggere, cercherò di finirli per essere libera questi ultimi giorni. Sabato o domenica vorrei fare una scappata a Pavia.

La Caterina entrò per avvertire la sua padrona che la signora Zoe Bergamini voleva dirle una parola. La signora Valmeroni si alzò in furia e fece portare una lucerna nella sua camera da letto, dove entrò con la Zoe.

Allora Eugenia non potè trattenersi dal dire a Maria:

— Andiamo al veglione io e la mamma. Oh! come sono contenta.

— Lo sapevo.

— Lo sapevi? Chi te l’ha detto?

— L’Angelica che ha scoperto ogni cosa.