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avrebbe sofferto; Riccardo avrebbe fatto una scenata inutile; e se le due accusate riescivano a negare il fatto, a nascondere gli abiti, lei passerebbe per bugiarda.

— A me basta che l’Eugenia non si diverta, mentre io devo stare a casa. Se fosse per la mamma soltanto non direi nulla.

— Che bel merito! Mancherebbe che tu fossi anche invidiosa di tua madre. Lascia fare, lascia che la povera Eugenia si diverta: ha otto anni più di te. E vero che c’è il lutto; ma se tua madre crede di passarci sopra, non spetta certo a te di darle una lezione. Sii ragionevole, via. Sono poi tutti rancori e rappresaglie che ti prepari.

Angelica promise di tacere e se ne andò mortificata.

La giornata passò tranquilla. A desinare Leonardo, che era stato fuori, narrò di avere incontrato Faustino Belli e saputo da lui che il negoziante tedesco di belle arti, il famoso Klein, era ritornato dal suo viaggio a Vienna con molti denari e disposto a nuovi acquisti. Era il buon momento per fargli comperare la raccolta.

— Faustino mi ha promesso di condurlo qui domani — concludeva Leonardo, guardando la moglie con la certezza di darle una notizia gradita. — Se viene credo che si concluderà qualcosa e sarà un sollievo, perchè gli impegni urgono. Nel medesimo tempo sarà un dolore per