Pagina:Speraz - Signorine povere.djvu/328


— 330 —

Tornarono indietro. Nel viale trovarono Faustino Belli che faceva il chiasso con Giorgetto.

— Oh, signorine, finalmente ho il piacere di vederle! Come stanno? Sempre benissimo: i loro volti lo dicono.

Su questo tono le ragazze risposero. Angelica con la solita gaiezza: Maria, un po’ sostenuta. Entrarono in sala. La tavola era apparecchiata, la Caterina portava un piatto di salumi.

— Si accomodi, cavaliere.

Egli prese posto fra la padrona di casa e Maria, alla quale volgeva lente occhiate piene di dolcezza e di rimpianto. Ella però faceva in modo che i loro sguardi non s’incontrassero mai.

Il discorso cadde su Antonietta e la signora Elisa si lamentò ancora che fosse uscita senza avvertirla. Maria difese l’amica, e subito Faustino si unì a lei nella difesa dell’assente.

Dopo colazione andarono a prendere il caffè nell’orto. Cammin facendo, Faustino potè trovarsi un momento vicino a Maria.

-— Siete stata troppo crudele con me, cara... Io non posso rassegnarmi al vostro rifiuto... non posso...

Maria lo guardò accigliata con un brusco movimento.

— Non capisco per quale motivo ella non voglia rispettare la mia determinazione.

Faustino impallidì e un lampo di dispetto balenò nei suoi occhi.