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fu la mia vita. Credevo di amare un uomo, poi mi sono accorta che amavo soltanto l’amore. Ora che l’uomo amato ritorna a me e mi offre il suo cuore, il suo nome, ora io non l’amo più.
— Non l’ami più?... Che tu sii benedetta!... Dunque lo rifiuterai?
— Lo rifiuterò. Non voglio sposarmi.
Egli sorrise. Una simile idea non poteva essere seria; per ciò non gli cagionava alcuna inquietudine.
— Vorresti vivere senza amore tu così bella, così sensibile? Come faresti a difenderti dall’amore che inspiri? E l’amore che arde in te pure, come faresti a soffocarlo?
— Io ho detto che non voglio sposarmi. Senti Riccardo, ho molto sofferto sai da quella sera che tu mi hai baciata...
— O Maria, perdonami. Ma perchè hai sofferto!... Ti ho dunque tanto offesa?
— Non so. Non è questo. Io amavo allora, amavo Faustino: era il mio primo e solo amore; e sebbene lo combattessi per diversi motivi, tra i quali i consigli di Antonietta, pure lo custodivo teneramente nel profondo del cuore. Mi pareva che se l’avessi perduto sarei stata infelicissima. Ebbene, da quella sera l’impressione dei tuoi baci si è sovrapposta all’immagine del mio amore e questo dualismo mi ha fatto soffrire atrocemente, perchè non sapevo più se amavo ancora Faustino o se amavo te...