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cercata dai villeggianti che seco portano il lusso, l’allegria e i divertimenti. Fino a che le cose erano andate passabilmente e gli sbilanci si potevano celare, ella aveva spinto il buon Leonardo ad affittare qualche villetta a Bellagio, a Tremezzo, a Cernobbio, o in qualunque altro posto frequentato dalla società elegante. Negli ultimi anni, non potendo più fare grandi spese, preferiva rimanere a Milano, accontentandosi di qualche escursione, di qualche gita, che ella faceva sola col marito, al quale si univa talvolta Faustino Belli. Dopo il matrimonio di Eugenia e la vendita dei quadri, col denaro che era entrato in casa, la incorreggibile gaudente aveva sperato di affittare ancora una volta una graziosa villetta fra Tremezzo e Cadcnabbia, nel più bel punto del lago di Como, dove avrebbe potuto sfoggiare la sua eleganza sobria di bella donna matura: ricevere molte visite, brillare insomma e prender parte a certe partite di piacere che fanno parlare i giornali, nei quali si citano i nomi delle dame intervenute, con una geniale confusione, tanto che una borghese può capitare in mezzo a due contesse, o fra una marchesa e una duchessa, con sua ineffabile gioia, e sorda collera delle nobili.

Oh! essere per un istante almeno di quel mondo tanto sognato, che a Milano ella non poteva neppure accostare, per una infinità di ragioni, e che in certe villeggiature le si era