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ma di sparire sotto i portici, egli si voltò dalla loro parte e rimase fermo alcuni minuti come in contemplazione.

La sua figura scultoria di lottatore, spiccava nella viva luce delle lampade elettriche. Una fila di carrozze e di carrozzoni lo nascose improvvisamente. Quando lo spazio tornò libero, egli era scomparso. Lungo il cammino dalla piazza alla via Monforte, apparve una terza volta; discorreva con un altro giovinolo presso l’entrata del Teatro Milanese. Al loro passaggio parve all’Antonietta che egli si celasse.

Era un caso quel terzo incontro? Non pareva. Chi corteggiava egli? Eugenia? Ed ella che ne pensava? Eugenia peraltro era un po’ miope e non poteva averlo veduto altro che la prima volta in piazza; ed egli sapeva che ella non poteva distinguerlo da lontano e nell’ombra. Che l’amasse tanto da girarle intorno solo per bearsi della sua vista?

Sulla porta di casa Valmeroni, Augusto Klein e la sua sposa si congedarono.

— Addio. Fate buona campagna.

— Si divertano: stiano bene.

— Addio. Buon viaggio.

Le donne si abbracciarono.

— Saluta il babbo; saluta Riccardo — mormorò Eugenia all’orecchio di Antonietta.

Tornate sole nella loro camera, Antonietta e Maria ripresero il filo delle loro confidenze.