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trovarsi a Pavia la sera stessa; e non dissero neppure di lasciare l’Antonietta come Maria sperava. Le due fanciulle si abbracciarono con raccoglimento e si lasciarono con angoscia, quasi presaghe di dolorosi avvenimenti.

— Guardati da quell’uomo — aveva detto Antonietta all’orecchio dell’amica nell’ ultimo saluto: — è un commediante abilissimo e pericoloso.

Riccardo andò ad accompagnare i suoi zii alla stazione. I Monti, padre e figlio, si congedarono. Maria andò con la Bergamini a mettere a letto i ragazzi, senza salutare Faustino. Sperando che ritornasse, questi l’aspettò fino alle dieci.

La Caterina venne ad avvertire la signora che la cena era pronta.

— Cenate con noi, ingegnere, ci fate un favore?

Egli accettò sperando di rivedere Maria almeno a cena. La fanciulla invece incaricò la Bergamini di presentare le sue scuse. Non aveva fame ed era molto stanca.

Così il cavalier Belli dovè sopportare la noia di una cena intima con Leonardo, Elisa e la signora Bergamini. Ma egli era contento di sè, del proprio trionfo, e aspettava altri compensi. Si rassegnò alla momentanea disdetta e fu amabilissimo come il solito.