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museo di Londra, che, nella collezione dei pittori italiani, non aveva nulla del Ferramola. Mandarono a posta un incaricato in Italia; e il Belli che sta attento a tutto, lo seppe, e seppe condurre le cose in modo da avere lui tutto il guadagno. Vi pare un’azione da amico? Son quattordici mila franchi rubati a noi!...

Il dottor Monti intervenne.

Secondo lui la parola „rubati“ era eccessiva. Si doveva parlare tutt’al più di una mancanza di riguardo verso un amico; di furto, no; perchè in commercio queste cose si fanno tutti i giorni. Egli non era amico del Belli, tutt’altro; ma certe esagerazioni lo urtavano. Riccardo giudicava da poeta e non s’intendeva di commercio.

— Sono felice di questa mia ignoranza — rispose Riccardo sdegnoso. — Il commercio che giustifica un’azione come questa del Belli, io lo giudicherò finchè vivo un commercio disonesto. Sarebbe diverso se egli avesse comprato il quadro prima, per aiutare papà quando si trovava in bisogno, rischiando qualche migliaio di lire; e più tardi, inaspettatamente, gli fosse capitato di venderlo con tanto guadagno. Anche in questo caso, trattandosi di un vecchio amico nelle condizioni del babbo, il suo dovere sarebbe stato di dirgli: „Tò, ho avuto questa fortuna: facciamo a mezzo.“ Invece egli sapeva tutto prima e fece tutto di nascosto, in-