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pesanti su qualcheduno, di sfogarsi in qualche maniera.

Quasi senza sapere, per una ispirazione improvvisa le vennero sul labbro alcune strofe del Canto dei lavoratori, che certi giovinotti avevano sentito a Pavia e subito imparato, e insegnato agli altri. Il canto le sgorgò dal petto pieno di schianti e di lagrime.

     «Su fratelli, su compagne,
su, venite in fitta schiera;
sulla libera bandiera
splende il sol dell’avvenir.»
     «Nelle pene, nell’insulto
ci stringemmo a mutuo patto;
la gran causa del riscatto
niun di noi vorrà tradir.»

Tutti ascoltavano sbigottiti, non osando seguire quella voce profonda e appassionata, che li rimescolava.

Ma quando Maria cominciò il ritornello

     «Il riscatto del lavoro
de’ suoi figli opra sarà;
o vivremo del lavoro
o pugnando si morrà!»