Pagina:Sperani - Tre donne, Milano, Galli, 1891.djvu/108


— 98 —

nelle identiche circostanze, se la cavavano con la massima disinvoltura.

C’era una vittima di più nel mondo: una donna gettata nell’infamia, o nella miseria, o nella disperazione; ma il prete si salvava.

Dio perdona.

Quale spirito maligno gli suggeriva che il perdono divino non basta a riparare il male reale fatto ad un nostro simile? Era la sua squisita delicatezza di gentiluomo? Il suo attaccamento all’onore mondano?... La passione, forse, che si mascherava così?... O un intendimento più alto, più nobile della religione e del dovere stesso?...

Nei primi giorni di sbalordimento, dopo la disfatta, il suo cervello preso da vertigine, aveva immaginata una via di salvezza, irta di triboli, ma splendida di poesia e di bellezza.

La giovine che gli si era abbandonata, non aveva più che lui al mondo; egli era responsabile di quell’anima, di quella vita; nè la coscienza gli permetteva di scemare con sofismi tale responsabilità: dunque, come egli stesso aveva detto quel giorno, essa doveva rimanere con lui,