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morire. Dunque Dante muore. Muore col passar la selva, muore col passar l'Acheronte.

Così gl'ignavi che desiderano invano di passare, gridano cioè invocano, che cosa? che cosa, per passare? La morte. Lo dice chiaramente Virgilio a Dante:1

E trarrotti di qui per loco eterno

ove udirai le disperate strida,
vedrai gli antichi spiriti dolenti,
che la seconda morte ciascun grida.

Le disperate strida sono le2

diverse lingue, orribili favelle,
parole di dolore, accenti d' ira,
voci alte e fioche, e suon di man con elle,

che fanno le anime triste che non hanno speranza di morte, e che suonano con le mani, mi pare, per cacciare i mosconi e le vespe. Gli antichi spiriti sono proprio gli angeli nè ribelli nè fedeli. E tutti e due, questi e quelli, ciascuno, invocano la morte. Non può essere dubbio, che non si tratti di queste anime triste e di questi angeli neutrali. Non può essere; che Virgilio a Dante significa la sua propria missione circoscrivendola col suo proprio principio e con la sua propria fine, con ciò che prima gli farà vedere e con ciò che gli farà vedere all' ultimo; con le anime e gli angeli, dunque, del vestibolo, in principio, coi lussuriosi del Purgatorio, in fine3:

  1. Inf. I 144 segg.
  2. Inf. III 25 segg.
  3. Inf. III 118 segg.