Pagina:Sotto il velame.djvu/80


la quale pure non si direbbe intiera e perfetta per nessuni dei due; chè nel vestibolo è, fioco sì, ma lume, e nel limbo e un fuoco....

E con tutte queste somiglianze, c’è tra gli uni e gli altri la differenza e il contrasto che e tra un parvolo innocente e un vile; e quella e quello che è tra Enea e colui che fece il gran rifiuto, tra il primo degli eroi e l’ultimo degli sciagurati.


II.


Le anime triste de’ nè infami nè lodevoli sono mischiate agli angeli,1

che non furon ribelli,
nè fur fedeli a Dio, ma per sè foro.

II fatto di questi angeli neutrali ci dice esattamente la condizione degli sciaurati tutti quanti. E’ dottrina teologica che gli angeli, appena creati, doverono prorompere in un atto di libero arbitrio; che in libertà di volere erano creati, e potevano scegliere tra il bene e il male. Ma l’atto in cui prorompevano, era di questa loro libertà la manifestazione sola ed unica; perchè poi dovevano aderire immobilmente e per sempre al bene o al male che avessero scelto. Chi scelse il male fu per sempre malo, e chi scelse il bene fu per sempre buono: diavolo quello, angelo questo. Nell’Apocalissi di Giovanni è parola di an-


  1. Inf. III 37 seg.