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non ragioniam di lor ma guarda e passa;

e Dante riconosce sì tra loro alcuno, e vede e conosce1

l'ombra di colui,
che fece per viltate il gran rifiuto,

pure il nome non mette e di quelli e di questo nell'eterne sue pagine; nel limbo, al contrario, Virgilio a lungo ragiona e nomina sì quelli che furono salvati, sì quelli che restano sospesi; e Dante ricorda tanti spiriti magni, eroi e filosofi, e se si limita, dice anche perchè:

sì mi caccia il lungo tema,
che molte volte al fatto il dir vien meno.2

E Dante, in un'altra occasione, riprende il novero, e altri fa nominare ed esaltare3. In nessuna altra contrada del suo oltremondo, nemmeno nel Paradiso, Dante ha tanti nomi quanti del limbo. Pur grande è il suo studio di farci pensare questo limbo in relazione del vestibolo, e non in sola relazione di contrasto. Quelli del nobile castello hanno bensì4

onrata nominanza
che di lor suona,

e sono onrevol gente e sono spiriti magni; mentre di quelli del vestibolo5

fama... il mondo esser non lassa;

  1. Inf. III 45, 51, 58 segg.
  2. Inf. IV 55 segg., 88 segg.
  3. Purg. XXII 97-114.Il novero è fatto da Stazio e Virgilio
  4. Inf. IV 76.
  5. Inf. III 49.