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errasse “per malo obbietto„; poichè cercava il bene; nè “per troppo o per poco di vigore„; poichè il bene non lo trovava, e l’amor suo non era mai nel caso di misurar sè stesso, perchè non raggiungeva ciò che seguiva, e ciò che seguiva era un’imagine falsa e una vanità.1 Nella tenebra dove Dante errava, non era alcuna virtù, ma non era alcun vizio.




  1. Purg. XVII 95 e segg.

                          l’altro (amore) puote errar per malo obbietto
                   o per troppo o per poco vigore.
                   
                   Mentre ch’egli è ne’ primi ben diretto
                   e ne’ secondi sè stesso misura,
                   esser non può cagion di mal diletto.