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32 sotto il velame

dell’anima. Con esso la morte entrò negli uomini. Ora quelli che questa prudenza infusa che in loro è in abito, non riducono ad atto, non hanno nemmen essi quella ragione di meritare che manca ai non battezzati; e sono come loro, morti; quasi morti, peraltro; perchè la prudenza infusa può in essi mostrarsi alfine, e dirigere e illuminare l’anima sensitiva. Perciò Dante, che non aveva prudenza, è come morto; e la selva oscura che è simbolo di questo difetto di lume, è perciò

               tanto amara che poco è più morte.

In verità assomiglia alla morte in quanto è un sonno profondo, una notte lunga d’oblìo. È una morte dalla quale uno si può destare.

Ma Dante non dice solo che a noi fu dato lume a bene ed a malizia; sì, che in conseguenza ci fu dato anche libero volere:

               lume v’è dato a bene ed a malizia
               e libero voler...

E poco oltre dichiara:1

               Innata v’è la virtù che consiglia,
               che dell’assenso de’ tener la soglia.
               
               Questo è il principio, là onde si piglia
               ragion di meritare in voi, secondo
               che buoni e rei amori accoglie e viglia.
               
               Color che ragionando andaro al fondo
               s’accorser d’esta innata libertate...

  1. Purg. XVIII 62 segg.