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si ha quell’altra che in Dio è “per modo perfetto e vero, quasi per eterno matrimonio„.1

Come il Cristo punì in sè i peccati del mondo, così Dante in sè uccide e cancella e oblia tutti i mali dell’anima umana. Come S. Paolo, che salì, come lui, vivente al cielo, egli ha appreso altissime verità, che Dante fa manifeste per la salute del genere umano nell’una e nell’altra via: in quella del mondo e in quella di Dio. Così Lia è la virtù “per la quale si provvede all’infermità e necessità„ degli uomini; e Rachele è la sapienza donde l’uomo “impara alcunchè di celeste e immutabile„.2 E Dante dallo studio fu reso abile all’uno e all’altro uffizio. Fu addotto da Virgilio a Matelda e a Beatrice. Inoltre, da Bernardo a Maria, da Maria a Dio.

E qui finisce il libro, la cui rubrica è Sotto Il Velame, e comincia l’altro da ciò a cui il primo apre più presto che conchiuda: La Mirabile Visione.


FINE

  1. Conv. III 12.
  2. Vedi a pag. 445.