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a essere il venir di Beatrice a Dante e il ritorno di Dante a Beatrice, così, tutto rimanendo com’era, così Beatrice non incarna nel Convivio l’idea di sapienza. Dunque Dante ruppe fede alla gentilissima? Qualcuno l’ha detto, e in vero Dante aveva dato motivo a dirlo, correggendo il fatto della donna gentile che nella Vita Nuova è viltà desiderare, e nel Convivio è salute amare. Ma chi non vede quanto, in tal correzione, trionfa Beatrice? Dante scrive:1 “Dico e affermo che la donna di cui io innamorai appresso lo primo amore, fu la bellissima e onestissima figlia dello imperadore dell’universo, alla quale Pittagora pose nome Filosofia„. Dunque al “primo amore„ egli protesta d’essere stato fedele; perchè la morta gentilissima non avrebbe potuto dolersi di tal rivale, che non era donna, ma idea. O donna era, ma qual donna! Tale, sempre, che Beatrice stessa amava e che Beatrice stessa era assai lieta che Dante l’amasse! Poichè era la sposa dello Spirito; era quella sotto la cui insegna gloriava la gentilissima: era “quella reina benedetta Maria, lo cui nome fue in grandissima reverenzia ne le parole di questa Beatrice beata„.2 Chi parlò d’apostasia? Nel Convivio Dante è innamorato della sposa e figlia e sorella di Dio. Chi parlò d’infedeltà? Nel Convivio Dante vuoi cancellare dal suo primo amore, dall’amore inestinguibile per la gentilissima, quell’unica macchia che di quell’amore aveva narrata nel suo libello giovanile. Vuol cancellarla, nel momento in cui ha cambiato il proposito di scrivere la mirabile visione che accenna nella Vita Nuova, e sta per dare, in altra forma ma con la

  1. Conv. II 16.
  2. V. N. 28.