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Donna Gentile, vergine e madre, e figlia di suo figlio, possano convenire le parole: “sposa dell’imperadore del cielo... e non solamente sposa, ma suora e figlia dilettissima„.1 Chè, parlando grossamente, s’intende non solo come sia sposa e figlia di Dio la vergine Nazarena, ma anche come sia sorella di Dio, chi è figlia di lui come di lui è figlio Gesù. E non importa aggiungere che codesta sposa e suora e figlia è detta nel Convivio “donna gentile„.

Ora ella è pur Filosofia, cioè “amoroso uso di sapienzia: il quale massimamente è in Dio, perocchè in lui è somma sapienzia e sommo amore e sommo atto, che non può essere altrove, se non in quanto da esso procede„.2 Dunque Maria simboleggia nell’Empireo ciò che l’unione di Dante e Beatrice, cioè la filosofia; e Bernardo ciò che Virgilio in essa unione: lo studio e l’amore, che è come il servo che a quell’unione conduce. Ma la Vergine Madre è la Filosofia di Dio, e l’unione di Dante e Beatrice è la Filosofia degli uomini. La quale pur essendo debole avanti quella di Dio, non è per altro essenzialmente diversa, poichè da quella deriva.3

Non ha qui luogo la distinzione di teologia e filosofia: filosofia è termine sintetico. Chè ell’è dunque, amore di sapienza. Ora scindendo il concetto nelle sue parti componenti, l’amore si rappresenta dal Poeta della Visione e dallo imbanditor del Convivio come insaziato; chè altrimenti sarebbe non amore, ma quiete e gioia; e la sapienza è nel Convivio raffigurata come nel Poema, tale quale. Leggiamo. “Nella faccia di costei appaiono cose che

  1. Conv. III 12.
  2. ib.
  3. ib. e 13 e passim.