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nella vita: l’altra dice e canta e danza e sa e coglie fiori.

Ma la vesta di Catone sarà così chiara nel gran dì.1 Ciò è segno ch’egli passerà nel gran dì il fiume del lavacro. Misticamente, anzi, egli l’ha già passato. Egli da Marzia sua è separato mediante il “mal fiume„, l’Acheronte, cioè, a cui Letè misticamente equivale.2 Ma allora lo passerà propriamente. E sarà con gli altri spiriti magni nella divina foresta che è, nella mente di Dante, un Elisio; e allora si avvererà ciò che è scritto nel suo vangelo di vita attiva, nell’Eneide:3 che i pii sono in disparte e giustizia fa tra loro Catone. E in tanto Matelda sarà sparita di lì e sarà ascesa nei cicli, dove, come avrebbe dovuto parer singolare ed è invece naturale, non è Lia, sebben sia Rachele.4 Non è Lia nè Matelda, sebben sia Rachele con Beatrice. Quelle simboleggiano la vita attiva; e per quanto i loro occhi siano medicati e vedano chiaro, non poteva Dante, come simboli che sono, ammetterle alla contemplazione celeste, se non nel gran dì, quando chiudendosi la porta del futuro, le pietre cadranno sui mal veggenti del cimitero; e, avvenendo la rinascita, i virtuosi del limbo, perchè senza vizio, saranno nelle condizioni di Adamo prima del peccato; e cessando l’attività umana, non sarà più nella foresta dell’arte gioconda la giovane e bella Donna che ne è simbolo, e che appunterà in Dio gli occhi pieni di lumi e di amore.

Nella divina foresta saranno i pii. Catone ne sarà

  1. Purg. I 75.
  2. Vedi a pag. 242.
  3. Aen. VIII 670.
  4. Par. XXXII 8 segg. Nè in Inf. IV 55 segg.