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della purgazione: la Grazia, cooperando con lui, l’agevola. Chè la Grazia è necessaria sì al principio della conversione, sì al progresso e alla perseveranza.1 E ricordiamo la definizione di S. Agostino, maestro e autore in questa materia. Eccola: la Grazia è “un certo aiuto di bene operare aggiunto alla natura e alla dottrina per inspirazione d’una sopra modo accesa e luminosa carità„.2 Or sappiamo non solo perchè la Grazia si chiami Lucia, ma anche perchè l’aquila che la simboleggia, dopo essere scesa come folgore e aver rapito Dante infino al foco,3

ivi pareva ch’ella ed io ardesse, e sì l’incendio imaginato cosse...

Or perchè è nimica di ciascun crudele? In questa espressione, comunque interpretata, è certo l’idea di mitezza e di dolcezza. Lucia è mite e dolce, sia che la vogliamo nemica di tutti i crudeli, sia che nemica d’ogni crudeltà. Orbene la Grazia, secondo il medesimo maestro e autore, è la manna, è benedizione di dolcezza4 “per la quale avviene in noi che ci diletti e che desideriamo, ossia amiamo, ciò che ci comanda„; la Grazia “è significata con le parole latte e miele; chè la è dolce e nutriente„,5 è significata dalla copia di latte,6 poichè “emana dall’abbondanza dei visceri materni e con dilettevole misericordia è infusa gratis ai pargoli„:7 della quale imagine materna è traccia in Dante che trasportato

  1. Aur. Aug. 5 vol. 975 d, 976 a, b.
  2. Aur. Aug. 13 vol. 306 e.
  3. Purg. IX 31 segg.
  4. Aur. Aug. 13 vol. 552 d.
  5. id. 7 vol. 133 d.
  6. id. ib. 161 c.
  7. id. 5 vol. 898 c.