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dei peccati, durante sette e sette, non anni, ma peccati; mortali e veniali, e così acquista sette virtù, alle quali sono ascritti sette premi, che poi vedrà godere e godrà.

Lucia è nemica di ciascun crudele; e invero a Beatrice parla pietosamente dello smarrito laggiù.1 È lei che trasporta Dante addormentato dalla valle amena alla soglia del purgatorio; ed è assomigliata a un’aquila che discende dal cielo come folgore; e nel cielo rapisce l’uomo che dorme; e nel cielo ardono tutti e due, sì che il sonno dell’uomo si rompe. Ed ella dice, mentre l’anima di Dante dentro dormiva sopra i fiori:2

Io son Lucia: lasciatemi pigliar costui che dorme, sì l’agevolerò per la sua via.

Infine ella siede nel Paradiso “contro al maggior padre di famiglia„, cioè dirimpetto a Adamo, che è alla sinistra di Augusta, cioè della Donna Gentile o nobile per eccellenza, dell’umile e perciò alta più che creatura, di Maria.3 Ella invero si muove a un cenno di Maria, perchè dalla Misericordia di Dio proviene la Grazia.4

La Grazia si distingue dai dottori in operante e cooperante, preveniente e susseguente, che rende grato e che è data gratis.

  1. Inf. II 106 segg.
  2. Purg. IX 13 segg.
  3. Par. XXXII 136 segg.
  4. Aur. Aug. 13 vol. 1035a. Cito in questi ultimi capitoli dalle Opere di S. Agostino ed. Venezia, 1769, in 18 volumi. E cito non secondo il titolo delle singole opere, ma secondo il tomo, la colonna e la lettera.