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LA FONTE PRIMA 441


a sette virtù contrarie a quelli. In poche parole, codesto Padre indica il legame tra questi cinque settenari, ciò sono vizi, petizioni della preghiera dominicale, doni, virtù, beatitudini1. "I vizi sono cotali languori dell’anima o ferite dell’uomo interiore:l’uomo è come un malato; Dio è il medico; i doni dello Spirito sono l’antidoto; le virtù la salute; le beatitudini il gaudio della felicità". E’ inutile ammonire il lettore della grande somiglianza di questo concetto con quello di Beda, che indicò quattro ferite dell’anima, corrispondenti, come vedemmo, alle tre disposizioni Aristoteliche, delle quali una, 1’incontinenza, e duplice. Ora e ben certo che nel purgatorio Dantesco si ricuciono sette piaghe, che sono le macchie lasciate dai sette peccati capitali. Come non accogliere, dopo i lunghi miei ragionamenti, il pensiero che i sette peccati, sette e non piii, in cui si risolvono le tre disposizioni o quattro ferite dell’inferno, siano pur i sette peccati capitali corrispondenti a quelli del purgatorio, come ferita corrisponde a cicatrice? Ma procediamo. S. Agostino stesso induceva Dante a pensare ai sette peccati ; perchè i precetti simboleggiati dai sette e sette anni di servaggio a Laban, se da una parte erano esortazioni a virtu, e, cioe, poverta di spirito e mitezza e vai dicendo, dall’altra erano divieto di peccato: salvo il prime, onora il padre e la madre ; salvo il primo che Dante, come abbiamo mostrato, sceverava, d’accordo coi teologi, dagli altri della seconda tavola e metteva, come attinente a pietas, nella prima, con gli altri precetti attinenti a religio. Erano

  1. Hugo de S.V. l.c.