Pagina:Sotto il velame.djvu/44

22 sotto il velame

Non è questo un biasimo al suo non conoscer le cose “se non semplicemente di fuori„? E la sua risposta, che conferma i rimproveri di Beatrice che pur s’assommano in quel seguir imagini false di bene, e che assomma tutte le sue colpe, la sua risposta

                                            le presenti cose
               col falso lor piacer volser miei passi1

non è un confessare di aver avuti chiusi gli occhi della ragione e non aver conosciute le cose se non di fuori? Ed egli stava

               quali i fanciulli vergognando muti,
               con gli occhi a terra;2

mostrando così d’essere stato non più che un pargolo, quando Beatrice gl’intima: Alza la barba! E tutta la vergogna, che domina nel ripentire di Dante, che gli grava la fronte, 3 e che Beatrice eccita in lui ancor più, e che all’ultimo lo rende muto, e gli fa tener fermi a terra gli occhi, la vergogna, che nelle donne e nei giovani “è buona e laudabile„ e “non è laudabile nè sta bene ne’ vecchi„,4 non mostra ella che si tratta d’una puerizia d’animo, se non d’età?

E questa puerizia d’uomo che era nel mezzo del cammin della vita, non è, tutt’insieme, non ostante l’acerbo rimbrotto di Beatrice e la vergogna di Dante, così strana e imperdonabile in lui. Perchè, giova ripetere, se non allora quando si stava muto vergo-

  1. Purg. XXXI 34 seg.
  2. Purg. ib. 64 seg.
  3. Purg. XXX 78.
  4. Conv. IV 19.