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torno quel tenue velo, che vuole il minimo sforzo nostro, anzi nessuno sforzo, per istarci sotto1; si finisce col non vedere, mediante l’intelletto che Dio ci diede, la cosa più evidente: che da lui l’abbiamo, lo intelletto2.

Ma ogni ragionamento e superfluo quando si consider! che in Malebolge e nella Ghiaccia e vergogna e orror della fama, in diversa misura; piu in questa che in quelle; e della Ghiaccia piu nella seconda e nelle altre successive circuizioni, che nella prima. Ora Pinvidia e definita:

E chi podere, grazia, onore e fama teme di perder...


e la superbia:

E chi...
    spera eccellenza.


Come il contrappasso non persuade ognuno che invidia fu la colpa di quei peccatori che più o meno odiano questa fama e non sperano più grazia nel mondo; e superbia quella di quelli altri che tengono viso basso e non vogliono essere veduti nè riconosciuti nè nominati?


X.


Torniamo all’"altro viaggio". Dante vede la espiazione di sette peccati nell'inferno e la purga-

  1. Purg. XXIX 25 segg.
  2. Par. XIX 46 seg.