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tali che in loro l'avarizia mostrò il suo soperchio, sono e avari e prodighi rei di spendio "senza misura", come appunto quelli del purgatorio, in cui fu ora avarizia e ora troppo poco d'avarizia, la "dismisura" insomma1. E come questi ultimi, così quei primi espiano nell'inferno e sanano nel purgatorio la stessa colpa, che là è piaga mortale e quà piaga che si ricuce. Dei tre peccati di concupiscenza la somiglianza è perfetta: sono lussuria, gola, avarizia con prodigalità nell'inferno e nel purgatorio. E gli altri quattro?

Prima di tutto, ciò che mondano, poniamo, i peccatori delle tre prime cornici è sì lussuria gola e avarizia, ma non oltre il desiderio; eppure il loro peccato ha lo stesso nome di quello che espiano con pena eterna i peccatori del secondo, terzo e quarto cerchio dell'inferno. Nulla impedisce quindi che anche ciò che purgano i peccatori delle ultime tre cornici abbia lo stesso nome del peccato che espiano i violenti, fraudolenti e traditori: o a dir meglio, che questo abbia il nome di quello, sebbene di quello non rimanga che il desiderio e la speranza, il desiderio e la tristizia, il desiderio e l'adontamento. Come il "desire" è dei peccati di lussuria, gola e avarizia il primo motivo, così dei peccati spirituali il primo motivo è quel desiderio unito a quella speranza o a quella tristizia o a quell'adontamento; desiderio che si chiama cupidità. Or sono questi primi motivi che danno il nome ai pec-

  1. Cfr. Inf. V 55, 63, 100 segg. e Purg. XXIV 128; Inf. VII 48, 42; Purg. XIX 113, XXII 53, XXII 32, 35, 35.