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oltre quello, oscurità e martòro. Questa parte del purgatorio è il contrario di quella parte dello inferno1.

La divisione mediana del purgatorio comprende sette cornici di anime che purgano le caligini del mondo2, che risolvono le schiume della loro coscienza3, che si mondano per tornar belle4, che ristorano qualche difetto e ricompiono qualche negligenza e indugio5, che si purgano e mondano, come è detto a ogni tratto; sì che al fine suona la voce, Beati mundo corde. Si tratta d'una macchia, o, come è anche detto con molta somiglianza, d'una cicatrice e quasi d'un rammendo6. Questa macchia o cicatrice o caligine o schiuma, questo, insomma, residuo del peccato, è cosi spiegato: "C' è come un tatto dell'anima, quand'ella si attacca, mediante l'amore, ad alcune cose. Or quando pecca, aderisce ad alcune cose contro il lume della ragione e della legge divina... onde questo danno di lucentezza, proveniente da tale contatto, si chiama, metaforicamente, macchia dell'anima"7. Questo è il pensiero di Dante, che fa le colpe, cioè le macchie di queste anime derivare da amore8, cioè da una conversione, non perciò da malizia. Or poichè la conversione è più propria dei peccati carnali, così in certo modo tutta questa parte del purgatorio è carne; tanto più che ombra dai dottori è sostituita, in tali metafore, a macchia9; e ombra dice Dante quella della carne. E l'antipurgatorio è

  1. E si vedrà meglio l'antitesi, quando avremo dichiarato Matelda e Beatrice.
  2. Purg. XI 30.
  3. Purg. XII 88 seg.
  4. Purg. XVI 31 seg.
  5. Purg. XVII 85 seg. XVIII 107.
  6. Purg. XXV 139.
  7. Summa 1a 2ae 86, I e 2.
  8. Purg. XVII 91 segg.
  9. Summa 1a 2ae 86, I e 2.