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dimora, mentre, localmente, dimora di qua, di qua dell'Acheronte, non di là. Che quelli del limbo sono morti della seconda morte, della morte totale, perchè non adorarono debitamente Dio: morti della vulneratio; e sono nel tempo stesso vivi delle altre morti, vivi delle tre disposizioni, vivi delle quattro ferite, perchè ebbero le quattro virtù.

La nobiltà o virtù o fortezza eroica o divina del Messo vale ad aprire la porta di Dite, cioè la porta dell'ingiustizia: vale per la giustizia. Ora l'Enea del Convivio è il tipo della temperanza e della fortezza; ma si noti ch'egli è tale "nella parte dell'Eneida ove questa età si figura, la quale parte comprende il quarto e 'l quinto e 'l sesto libro dell'Eneida"1. Dante avrebbe trattato di lui nel seguito del Convivio, perchè egli promette di parlarne "nel settimo Trattato". Il Convivio restò interrotto; ma il poeta ne parla invece nel Monarchia e nel Poema sacro. E ne parla per dire ch'egli è il nobilissimo padre del popolo Romano e ch'egli è "il giusto figliuol d'Anchise", che

fu dell'alma Roma e di suo impero
nell'empireo ciel per padre eletto.


La sua vittoria, che fu l'istituzione del perfetto stato di vita civile, come a dire, il trionfo della giustizia, fu cagionata dalle cose che intese negl'inferi. C'è,

  1. Conv. IV 26.