Pagina:Sotto il velame.djvu/259


contro fortezza, perchè audaci, perchè, diremmo noi, spacconi, fuggono a lui, calmo e sicuro, davanti e fanno groppo di sè "Al passo" egli passa Stige "con le piante asciutte". Egli è, a questi segni, il veramente forte.

E qui la riprova ch'egli è del limbo. Ecco. L'offende l'aer grasso. Mena innanzi spesso l'una mano. Parea stanco solo di quell'angoscia. Ebbene? Ricordiamo: quelli del limbo sono "sol di tanto offesi" che desiderano l'alto sole senza sperarlo1, e sono in luogo tristo "di tenebre solo"2. Dell'angoscie infernali essi non conoscono che l'aer grasso.

E' del limbo dunque. Or chi può essere tra gli spiriti magni del limbo questo supremamente forte? questo di cui Dante dice3:

Ben m'accorsi ch'egli era del ciel messo?

questo per cui Dante si volge al maestro, per dirgli alcunchè?

E quei fe' segno ch'io stessi cheto ed inchinassi ad esso.

Nel limbo, sopra il verde smalto, vide Dante molti spiriti magni. Di questi prima Elettra madre di Dardano e dei Dardanidi; prima Elettra con molti compagni4,

tra' quai conobbe ed Ettore ed Enea,

Di nessun altro egli dice, d'averlo conosciuto; si,

  1. Inf. IV 42, cfr. Purg. III 41 seg. VII 26.
  2. VII 28.
  3. Inf. IX 85 segg.
  4. Inf. IV 122.