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angelo, e che fa il peccato pena del peccato; e che, quando ci persuadessimo che il peccato di Caifas si riduce a invidia e quello di Giuda a superbia, questa pena è data da un peccato simile e identico: superbia punisce superbia, e invidia, invidia.

La seconda e la terza rovina sono a Dante via nel suo cammino oltremondano.

Era lo loco, ove a scender la riva
venimmo, alpestro...
cotal di quel burrato era la scesa.
.............................................
Così prendemmo via giù per lo scarco
di quelle pietre...1

Questo per la seconda rovina. Per la terza2:

Montar potrete su per la ruina
che giace in costa e nel fondo soperchia.
levando me su ver la cima
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d'un ronchione, avvisava un'altra scheggia,
dicendo: sopra quella poi t'aggrappa;
ma tenta pria se è tal ch'ella ti reggia.


Insomma Dante aiutato da Virgilio sale su faticosamente "di chiappa in chiappa". E' ragionevole indurre che anche per la prima rovina Dante prendesse via, nello scendere dal limbo al secondo cerchio; e che Dante non lo dica ma voglia che s'intenda, per quell'intenzione del suo stile di spiegar le cose a poco a poco, come egli stesso finge di conoscerle

  1. Inf. XII 1 seg. 10, 28 seg.
  2. Inf. XXIII 137 seg. XXIV 27 segg.