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carca di tutte brame. Ma dunque la lupa è l’avarizia? E no; chè invece s’avrebbe a chiamare, se si esercita sul podere e sulla grazia e sul resto, s’avrebbe a chiamare invidia, come è definita nel Purgatorio. No, no, non è avarizia. La lupa è la frode, perchè depreda e ruba; è detta anche avarizia, perchè l’avarizia è l’embrione della frode, perchè dall’avarizia si comincia, quasi involontariamente, a fare il mal del prossimo...


VIII.


Ma il mal del prossimo lo fa anche la violenza! Anzi chi depreda e uccide è punito nella riviera di sangue; sotto il segno, che ho posto, del leone!1

                           Omicide e ciascun che mal fiere,
               guastatori e predon, tutti tormenta
               lo giron primo

del primo cerchietto. Se la lupa è l’avarizia divenuta malizia, quest’avarizia maliziosa è raffigurata anche nel leone; e dunque il leone è la lupa. Così può dire alcuno. E rispondo: sì: in vero assomigliano. Famelico il leone, famelica la lupa; terribile in vista il leone, terribile dalla vista la lupa. E rispondo: sì: in vero il leone è dentro la lupa. Come no? guardate: dove è il leone? Dice Dante all’ombra apparsagli:

               Vedi la bestia, per cui io mi volsi.

  1. Inf. XII 47 e segg. XI 37 segg.