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(non si tratta del serrami fatti girare nei loro anelli? non si tratta dei ritegni, che, come dice poi, non valsero1 contro la verghetta, del Messo del cielo? ma ciò poco monta). Sèguita Virgilio:

Questa lor tracotanza non è nuova,
            che già l'usaro a men segreta porta,
            la qual senza serrame ancor si trova.

            Sovr'essa vedestù la scritta morta.

Ora se la tracotanza usata alia porta di Dite fu tale, che i diavoli chiudessero la porta che prima era aperta, noi dobbiamo credere che simile fosse quella usata alla porta d'inferno, e che similmente questa fosse prima aperta; se no, altrimenti. Ebbene tutto mena a credere che la porta di Dite sia concepita da Dante come chiusa. Dite è una citta murata e afforzata: come starebbe a porta sempre aperta? No: c'è alcuno sempre in veletta. Su un'alta torre c'è qualcuno che segna con due fiammette2 l'appressarsi di qualcuno. Un'altra rende cenno di lontano. Sono quelli il segno per il barcaiuolo, che vada a imbarcar dannati. Non altro? Anche altro; perchè poi Dante e il suo duca, sbarcando, si trovano avanti3

più di mille in sulle porte
            da' ciel piovuti, che stizzosamente
            dicean: Chi è costui, che senza morte
            va per lo regno della morta gente?

  1. Inf. IX 89 seg.

    con una verghetta
    l'aperse, che non ebbe alcun ritegno.

  2. Inf. VIII 2 segg.
  3. ib. 82.