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nella morte di lui? Siamo stati seppelliti, mediante il battesimo, con lui alla morte (in mortem), affinchè come esso risorse dai morti, per la gloria del padre, così noi camminiamo nella novità della vita". Da questo e altri luoghi dell'apostolo delle genti, i mistici, e a capo di loro S. Agostino, hanno tratti molti profondi concetti, i quali Dante ha atteggiati e dramatizzati per sempre. In lui e per lui l'astrazione palpita e il mistero cammina e si vede. Or noi vediamo qui Dante morire ed essere seppellito, poichè alla fine esce da una tomba. Non è egli seppellito alia morte? non egli è seppellito dopo il battesimo? sì che poi cammina per la via nuova del solingo piano, sotto ignote stelle, presso acque ignote1. Nè tuttavia risorge allora veramente, come vedremo. Sì. Abbiamo detto che il vestibolo rappresenta lo stato dell'anima di chi non fece atto di libero arbitrio, come se non avesse ricevuto quel lume di grazia, che fa discernere il bene dal male. Questo lume, questa prudenza si infonde col battesimo negli uomini, per non parlare qui degli angeli. Or quelli sciaurati è come se non fossero battezzati. E simile è la selva al vestibolo, e Dante nella selva era come un ignavo nel vestibolo. Dunque era come non battezzato.2 Il suo uscir dal vestibolo, passando l'Acheronte,

  1. Purg. I 22, 131
  2. Che il battesimo sia talora, e spesso, in vano, è concetto comune e naturale. Dice, per esempio, S.Agostino (de bapt. contra Don. IV 21): "E non diciamo noi che i battezzati, dovunque e comunque battezzati, conseguono per ciò la grazia del battesimo; se per grazia del battesimo si intende la salute istessa che si conferisce mediante la celebrazione del battesimo". E cfr. Dante, Par. XIX 106segg. In ogni cerchio dell'inferno si trovano cristiani; nel vestibolo, solo cristiani ed angeli.